Abbiamo parlato di consapevolezza e speriamo di essere stati chiari sul concetto di "sveglia". Abbiamo parlato di volontà, di azione, di karma e quindi abbiamo affrontato tutto ciò che è necessario fare o "vedere" affinché una coppia giunga a completare il suo cammino attraverso il servizio. Abbiamo visto il "servizio" come l’atto finale dell’unione di una coppia di anime gemelle.
Che cosa avviene, quando una coppia ha lavorato su tutti i punti che abbiamo trattato, quando finalmente si è riconosciuta come coppia di anime gemelle e ha accettato di svolgere il suo compito?
C’è ancora un’ultima fase, importante anch’essa, che consentirà alla coppia di raggiungere la loro vera "dimora". Questa fase è la "felicità". Sarete certamente stupiti che la si definisca una fase, sarete forse meravigliati che sia l’ultima da compiere prima del definitivo rientro, ma non è poi così strano. Vediamo perché: la felicità è uno stato dell’essere così come l’amore, ma, così come l’amore, ha bisogno di essere ritrovata e riconosciuta come già preesistente in noi. Quando due persone formano una coppia di anime gemelle la felicità è già stata riscoperta o per lo meno si è intravista la possibilità di viverla completamente. Manca solo una piccola cosa, determinata anch’essa dal loro libero arbitrio: l’accettazione della felicità. Se il karma dei partner membri di una coppia di anime gemelle non è stato purificato, essi non si sentiranno "degni" di vivere il loro stato, si sentiranno non meritevoli e anche se avranno il frutto migliore e più profumato sotto il naso, avranno timore a prenderlo, semplicemente perché non lo considereranno di loro diritto.
Ecco perché la felicità è una fase, lo è in quanto "conquista", in quanto consapevolezza, in quanto accettazione, in quanto condizione necessaria per riconoscere l’ultimo pezzo di strada, l’ultimo passo oltre il quale oramai vi è l’arrivo.
La felicità si ottiene semplicemente vedendola, semplicemente accettando di lavorare insieme all’altro alla totale purificazione di ogni aspettativa materiale, di ogni karma di azione irrisolto, riconoscendola in ogni momento in cui si verifica una situazione di comprensione e una situazione di scambio di amore allo stato puro verso un’altra persona, un altro fratello, verso gli stessi partner della coppia.
La felicità è il più grande atto di consapevolezza, perché se ne ha paura, ancora di più che dell’amore. Ci è stato insegnato sin da piccoli che "la felicità non è di questo mondo" e, intendendo il mondo così come è ora, questo è vero, ma intendendo il mondo come un Paradiso sulla Terra che noi stessi ora abbiamo benedetto, allora sì che la felicità ha un posto. Dove c’è pace totale, dove l’armonia dei rapporti e delle relazioni regna sovrana, allora la felicità è lì che sta di casa. Ed è impossibile non riconoscerla; forse è ancora possibile non accettarla, ma è impossibile non riconoscerla.
Cerchiamo quindi di aiutarci in quest’ultimo passo avanti, cerchiamo di andare oltre tutte le paure, di andare oltre ogni lotta e oltre ogni guerra; guardiamo a noi e al mondo con gli occhi interiori, guardiamo dentro di noi con attenzione vedendo il nostro vero Essere e accettiamo ogni momento di vera gioia che inevitabilmente si trasformerà in un momento di immenso amore. I nostri stessi occhi si trasformeranno, le nostre braccia si apriranno in un abbraccio infinito e la nostra bocca emetterà solo parole d’amore e di benvenuto per chiunque giunga sino a noi.
Questa è la ricompensa che ci spetta per esserci riconosciuti, perché riconoscendo il nostro vero Essere abbiamo riconosciuto tutti i nostri fratelli e abbiamo ritrovato la strada che fino ad ora era rimasta nascosta dalla nebbia. Accettare la felicità porterà il dischiudersi della nebbia e permetterà l’arrivo del sole che ci porterà finalmente a casa.
In questa prima parte del libro abbiamo voluto affrontare con voi questa strada e percorrere insieme gli insegnamenti utili per arrivare alla meta. Nella seconda parte del libro si affronteranno nuovamente tutti i temi già visti al fine di proporre una esercitazione pratica atta a percorrere la strada finora descritta. Immaginatelo come un allenamento al percorso di una maratona o di un giro d’Italia. In questo caso la meta è il Cielo e ci arriveremo attraverso il giro della Terra.
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