Sottolineiamo ancora una volta che l’amore di cui parliamo in questo libro è un amore assoluto, completo, totale. Vale a dire che, anche se prendiamo in considerazione l’amore tra un uomo e una donna che decidono di formare un’unità entrando nello stato di "coppia", anche in questo caso è basilare chiarire che questo amore non può e non deve essere "piccolo", racchiuso tra quattro pareti o, peggio, "esclusivo".
Ricordiamo che il principio in base al quale si forma una coppia è quello di creare una relazione angelica e santa. Angelica vuol dire che è una relazione di appoggio, di compassione, di unione e di sostegno; ma abbiamo anche detto che tutte le relazioni devono essere angeliche, ciò significa che una relazione uomo-donna è una relazione, sì angelica, ma anche di intesa (fisica, emotiva, intellettuale) e, soprattutto, basata sugli stessi valori.
Troppo spesso nell’unione di un uomo e una donna si commette l’errore di pensare che questa sia un’unione esclusiva (che riguarda solo i due partner e dalla quale gli altri devono essere tenuti a distanza, esclusi) e che l’amore sia quindi qualcosa al quale ci si deve "aggrappare" e che bisogna difendere, perché in qualunque momento potrebbe essere perso e quindi sfuggire. Si considera quindi il partner come il portatore di una ricchezza, momentanea, che però potrebbe esserci rubata o che potremmo noi stessi per qualunque motivo rifiutare. Confondiamo quindi l’amore con qualcosa di materiale, con un bisogno del corpo, alla stessa stregua della casa o della macchina o dei gioielli o altro. Fino a quando l’altro essere che si è unito a noi soddisfa i nostri "bisogni" – siano essi di origine sessuale, di origine pratica o di origine materiale – ci diciamo di amarlo; quando questi bisogni non vengono più soddisfatti, inspiegabilmente quello stesso amore – che prima era così importante, così travolgente – svanisce nel nulla, spesso trasformandosi in odio o rancore e a volte divenendo indifferenza.
Come mai può avvenire ciò? È semplice: non era mai stato amore. Era un desiderio, soddisfatto per un dato periodo e insoddisfatto nel lungo termine. Era un bisogno, era un atto materiale, era una confusione di ruoli, era tutto, ma non era amore.
Quando si può dire che esiste il vero Amore in una coppia? Anche questa è una risposta semplice: il vero amore esiste quando i due partner sono in grado di provare amore per tutto e per tutti, a cominciare da se stessi. In caso contrario l’amore non potrà essere definito tale o, meglio, si starà usando la parola "amore" impropriamente, per indicare qualcosa che amore non è.
Amore assoluto, dicevamo. Ebbene, come si può definire amore assoluto quello che si prova per una sola persona, alla quale si imputa magari la responsabilità della nostra felicità? L’amore è uno stato che è sempre stato in noi, è il nostro vero Essere, è il riconoscere in noi, dentro di noi, il Padre, Colui che ci ha creato. È il riconoscere che in ogni cellula, in ogni piccola parte del nostro corpo e della nostra mente c’è un Essere divino. Amore è riconoscere in tutto ciò che ci circonda (persone, animali e cose) una bellezza e un’armonia che fanno parte della loro natura divina.
Direte forse: "Questo è un concetto da santi, e noi siamo solo esseri umani". È proprio questo il punto, non potrete riconoscere l’amore se non riconoscete che non siete solo esseri umani, ma esseri divini e pieni d’amore. Se non partite da questo punto vi sarà difficile riconoscere l’amore e continuerete a confonderlo con altro, che spesso non è altro che potere, quel famoso potere al quale abbiamo già accennato.
Vediamo come il "potere" ha sostituito l’amore nella relazione di coppia. Avviene che un uomo e una donna si incontrano, e sono ancora "inconsapevoli" di una ricerca attiva dell’anima gemella, o di star vivendo una relazione karmica. Dunque si incontrano, e si dicono di "amarsi". Lui vede in lei la parte fisica, che lo attrae, e lei la vede in lui; spesso tanto basta per fare dire ai due che "sono innamorati". Poi scoprono di avere voglia di stare insieme, di desiderarsi fisicamente e di aver voglia di comunicare insieme, e ciò rafforza la sensazione di innamoramento. Hanno voglia di stare da soli, di stare in intimità, spesso in questo periodo si isolano dalle rispettive famiglie e a volte anche dagli amici. In questa prima fase, diciamo di "isolamento intimo", dicono di essere molto innamorati.
A questa fase può seguirne una seconda, nella quale la coppia si apre verso gli amici allo scopo di condividere al di fuori la loro gioia per avere trovato un compagno. Si sentono in uno stato di grazia e avviene che proprio in questo stato siano più allegri, più socievoli, più tolleranti, sia l’uno verso l’altro sia con il mondo esterno. È avvenuta tra loro una specie di magia. In effetti, in questo periodo hanno riscoperto ciò che è sempre stato lì, ciò che hanno sempre avuto a disposizione, ciò che è sempre stato loro di diritto: l’amore che hanno ambedue dentro e che fa parte del loro "corredo natale".
Poi si passa alla fase successiva quella di "risanamento karmico". È questa la fase più difficile, perché in ambedue affiorano le azioni del passato che devono sanare, sia insieme tra di loro, sia ognuno per suo conto. Ed è proprio in questa fase che i due dimenticano che l’amore è un loro dono interiore che fa parte della loro vera essenza e che nessuno e niente potrà privarli di ciò. A questo punto, quindi, se l’amore è stato "dimenticato", i due trasformano il sentimento che era affiorato in potere e cominciano la "lotta", la "battaglia" per il controllo della mente dell’altro, dei pensieri dell’altro e creano di fatto una separazione, non si considerano più un’unità, ma percepiscono tra loro la diversità e la intendono non come complementarità, ma come separazione.
Da questo momento in poi il loro lavoro consiste nel santificare la loro unione, ma spesso il potere ha il sopravvento e ciò che realmente accade è che l’amore viene nascosto sempre più da strati e strati di lotte, di paure, di controlli, di rabbia e di risentimento. Avendolo sepolto così profondamente, nessuno dei due ha più voglia di dissotterrarlo e la relazione karmica resta tale, sino ad una purificazione (che richiede il prendere consapevolezza) di uno dei due o di ambedue i componenti della coppia.
Ma avviene anche qualcos’altro: dopo una serie di relazioni di coppia dove l’amore è stato seppellito fino al punto da non riconoscerlo più o da scambiarlo per ciò che non è (un palliativo alla solitudine, sesso, bisogno), avviene che ci si "sveglia". In effetti avviene sempre che la "sveglia" giunga quando l’amore ha bisogno di uscire fuori, quando ha bisogno di aria pulita, quando deve tornare a galla. Quel tipo di sveglia però non viene sempre da noi stessi, spesso "ci svegliano" e allora il tutto avviene con dolore o dopo un dolore, un’ennesima relazione "finita male", un "amore non corrisposto", un "abbandono".
In quei momenti "ci svegliamo" e cominciamo a farci domande, questo è il primo passo verso la consapevolezza. Da quel momento in poi camminiamo verso la salvezza, verso la volontà di riconoscere l’amore.
Quando una persona riconosce che ciò che ha provato finora era solo un surrogato dell’amore e che l’Amore dev’essere qualcosa di mille volte più bello e più intenso, allora comincia la ricerca di questo amore e capisce che non vuole e non può più accontentarsi di altro. Inizia contemporaneamente una ricerca di amore in se stessa; comincia a guardarsi dentro e a scoprire che in fondo, nella cantina, impolverato, sporco, rotto, inutilizzato, c’è un sentimento che può essere ripulito, può essere utilizzato, può essere rimesso a nuovo. E questo sentimento è magico: quando lo si tira fuori si espande ed è incontenibile. Scopre così che più ne tira fuori e più ne riproduce, che più ne dà e più ne arriva. E allora, solo allora, comprende che cos’è l’Amore. E viene pervasa da uno stato di pace e di allegria, che nessuno potrà mai offuscare, e comprende che l’amore è sempre stato lì ed ora che lo ha riconosciuto comprende che ne ha in quantità e che in nessun caso una relazione può essere esclusiva.
Comprende che è impossibile "amare di più", che il sentimento d’amore è come l’oceano, che non c’è più acqua a destra o più acqua a sinistra; che ogni goccia fa parte di quel tutto che si chiama oceano; che è stato "sciocco" pensare di amare di più un marito, una moglie o un figlio. In amore il "di più" non può esistere. L’amore è infinito, l’amore è totale, l’amore è assoluto. E quanto più ne dai, tanto più ne produci. L’amore non si perde, l’amore non si conquista, l’amore non si cerca. L’Amore solo si può ri-conoscerlo.
E quando l’amore si sia riconosciuto, si sarà riconosciuto il "piano" che avevamo deciso di svolgere su questa Terra, si sarà compreso il nostro vero Essere, si capirà l’importanza di sanare le nostre relazioni, si potrà quindi volgere lo sguardo verso l’anima gemella. E a quel punto già si sarà compreso, totalmente o almeno in parte, lo scopo di entrambi e si potrà agire e aiutare gli altri a "ritrovare" al loro interno ciò che è sempre stato lì.
Facciamo quindi attenzione a chiamare "amore" il nostro potere personale. Cerchiamo sin da ora di evitare dubbi, confusioni e interpretazioni errate, questo ci aiuterà a svegliarci da soli. Vi aiuteremo in questo percorso con le schede riguardanti questa sezione.
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