[VIP ViviamoInPositivo - Home page] - "La relazione d'Amore" - M.L. Mirabella e S. Pinarello

Capitolo 4. L’Azione

Agire e karma sembrano essere la stessa cosa, ma non è proprio così. Anche se karma vuol dire "azione", vuol dire un tipo di comportamento che è legato ad un atto svolto in precedenza, quindi l’azione karmica è un’azione che ancora è legata ad un atto del passato. Quando parliamo di azione qui ed ora, dopo aver svolto i precedenti lavori sul karma, ci riferiamo ad un’azione del presente. Un’azione, quindi, indubbiamente consapevole.

Portiamo ora l’attenzione alla coppia: quando una coppia svolge un’azione consapevole? Quando ciascun partner, libero da tutte le impurità passate (hanno già svolto entrambi il lavoro di purificazione sulle unioni avute in precedenza), prende coscienza di volere svolgere un’azione consapevole all’unisono con il suo compagno. Da questo momento in poi i partner, quando agiscono, sono in stato di "unione". Vale a dire che svolgono un’azione di unione nell’educare i figli; svolgono un’azione di unione sia nello scegliere i momenti di ricarica sia nei momenti in cui lavorano insieme; svolgono cioè insieme tutte le azioni consapevolmente, sia quelle che riguardano il loro servizio di dedizione l’uno verso l’altro, sia il servizio che loro offrono verso gli altri. I partner sono "uno" anche quando non sono fisicamente insieme, e le azioni che ognuno dei due svolge quando esteriormente non è insieme al compagno, sono ugualmente azioni svolte all’unisono con l’altro.

Due persone si uniscono quando consapevolmente svolgono un’azione di unità, in tal modo formano una coppia e in tal caso diventano "uno". Insieme i due sono "più" totali che ognuno di essi da solo. Per totalità intendiamo il concetto di "completezza", dove le due parti – che in principio erano diverse pur possedendo ognuna già di per sé la completezza – formando un’unità consapevole, diventano un intero riconosciuto e quindi completo in tutto e per tutto, avendo l’uno tutte le parti che completano l’altro.

Già di per sé un uomo e una donna hanno fisicamente parti diverse a livello sessuale, che unite diventano un’unità. In sé sia l’uomo che la donna sono completi, ma è solo attraverso l’unione dei loro corpi fisici che provano quell’estasi che simboleggia l’intero, la loro unione a livello divino. Quando un uomo e una donna si uniscono compiendo un’azione consapevole di unione, completano il puzzle delle loro vite, ogni parte di quel puzzle in sé è già perfetta, ma solo insieme diventano un disegno compiuto, ed è questa la vera funzione di unirsi in coppia. È questa la vera azione consapevole sulla quale poggia la base del principio della relazione.

Abbiamo detto che ciascuno dei componenti una coppia di anime gemelle – anche se ognuno ha già tutto ed è completo in quanto essere che ha riconosciuto almeno in parte se stesso – si completa con l’incontro dell’altro e insieme completano la mappa di cui ognuno dei due aveva la metà. Non è detto che al momento dell’incontro si determini immediatamente questo riconoscimento, ma presto, dopo aver trascorso un periodo di tempo insieme, i due comprendono che le loro "azioni" individuali sembrano essere collegate a quelle dell’altro e sentono che non ci sono azioni che essi intraprendono che non coinvolgano la persona con cui stanno iniziando un cammino. La strada che li unisce è spianata, appaiono diverse "coincidenze" che fanno loro pensare ad un incontro già predeterminato. È proprio a questo punto che i due componenti della coppia decidono consapevolmente di intraprendere azioni insieme. Inoltre, sarà proprio questa decisione che li porterà a dirigersi verso il "tesoro" che potranno raggiungere grazie alla mappa che hanno unito ritrovandosi.

Le loro azioni saranno volte ad aiutarsi reciprocamente nel superamento di ogni impurità e faranno sì che ognuno indichi all’altro i mezzi giusti da utilizzare per andare avanti e soprattutto sproni l’altro a liberarsi di tutte le parti che ostacolerebbero il raggiungimento della meta finale.

In caso di educazione di figli ad esempio, i due compagni sono assolutamente d’accordo sull’importanza di impartire loro un’educazione spirituale; il concetto da evidenziare all’anima che avrà scelto loro come maestri/genitori nella prima parte della sua vita è quello dell’amore assoluto, totale e incondizionato, per favorire il riconoscimento del vero Essere che è in lui. Due anime gemelle potranno impartire ai loro figli solo un’educazione che sia volta a Principi superiori. Questo sarà indubbiamente il loro primo compito: formare le anime del domani.

Tuttavia anche le anime gemelle vivono in questo mondo e quindi sono anch’esse soggette ad esami, anche se già coscienti di varie cose, potrebbero dovere ugualmente confrontarsi con situazioni che riuscirebbero a sviarli dai loro propositi. In questo caso, il compito di uno dei due partner di anime gemelle sarà quello di essere più "presente" per aiutare così l’altro partner in difficoltà.

Quando parliamo di scelta comune di svolgere un’azione, intendiamo che i due partner scelgono con libertà di affidarsi reciprocamente l’uno all’altro, per completarsi: l’uno ha infatti le qualità carenti nell’altro. Quindi in caso di esami, ambedue devono essere vigili e pronti ad aiutare il compagno in difficoltà, con un’azione di consiglio, di indirizzamento o di suggerimento. Ogni azione dovrà però essere priva di "potere" e di "ego", potrà anche solo essere un’azione volta a far sì che il compagno si rilassi e si senta sicuro nel percepirsi appoggiato e possa così aprirsi maggiormente all’intendimento.

Un’azione consapevole è quella di accettare il proprio compagno con le sue caratteristiche peculiari, sapendo che sono proprio quelle che vi consentono di diventare insieme un’unità. Il partner di una coppia che agisce consapevolmente non giudica il compagno, bensì lo accetta e lo affianca in ogni situazione che deve essere affrontata, consigliandosi, dialogando, comunicando. Questo non vuol dire perdere la propria individualità, ma al contrario: ognuno dei due sa benissimo quali sono le sue parti "vincenti", e queste non diventano un mezzo per "ingrandirsi" a spese dell’altro, bensì uno strumento per arricchire l’altro. Svolgendo questa azione di dono reciproco i due si arricchiscono continuamente e sono portati a condividere questa ricchezza con gli altri, questo è in effetti il loro compito. Anche questa azione di estensione verso gli altri, quando viene svolta in maniera consapevole, viene decisa insieme; diventa quasi una scelta inevitabile alla quale i due si sentono mossi. Accettando di agire insieme, accettano e riconoscono chi essi realmente sono, compiono così un atto di fede che li porta a mettersi a disposizione del Padre e a rivolgersi ad un’azione di servizio verso gli altri fratelli che ancora devono arrivare a comprendere verso quale direzione muoversi.

Per concludere: l’azione svolta da una coppia di anime gemelle è sempre un’azione consapevole; è sempre svolta insieme; è sempre discussa, consigliata e prodotta insieme. Non va inoltre dimenticato che ognuno dei componenti della coppia potrebbe, con le sue azioni personali inconsapevoli (non condivise con il compagno) creare karma, è quindi scopo suo e del suo compagno essere sempre presente in ogni tipo di azione, anche in quelle apparentemente più banali.

Mettiamo ad esempio che un componente della coppia stia guidando un’automobile e sia in stato di "non attenzione": potrebbe causare o subire un incidente. In questo caso l’azione di disattenzione è sua, e il compagno inoltre non è nemmeno presente. Naturalmente quello assente non sarà responsabile della disattenzione del compagno, ma se c’è stata disattenzione – e quindi non presenza al punto da causare o subire un incidente – è perché nella coppia non si sta svolgendo insieme un lavoro di azione consapevole.

Quando si lavora all’azione consapevole si è costantemente attenti, costantemente "svegli". Quando si è abituati ad ascoltare il compagno, ad osservare il compagno e ad aiutare il compagno è praticamente impossibile non avere acquisito uno stato di azione costantemente consapevole e attenta. Se ciò avviene è perché resta ancora da svolgere un’azione di purificazione karmica e persistono ancora delle impurità da parte di uno o ambedue i partner. In tal caso potrebbero esserci sensi di colpa latenti e i due potrebbero attirarsi un incidente. Quale è allora il compito del compagno in una coppia di anime gemelle? è quello di agire per indirizzare l’altro verso uno stato di maggiore amore verso se stesso, di maggiore accettazione, di maggior controllo emotivo e di aiutarlo a purificare gli eventuali karma di azione irrisolti.

Ricordiamo che non c’è nulla che i due partner completi non possano fare insieme. L’essersi incontrati è il risultato di un disegno già stabilito in precedenza e le loro azioni devono essere frutto di un atto di fede per essersi riconosciuti e di ri-conoscenza nell’essersi ritrovati.

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