[VIP ViviamoInPositivo - Home page] - "La relazione d'Amore" - M.L. Mirabella e S. Pinarello

2.3. La Fede

La "fede" è la base su cui si fonda tutto il lavoro che stiamo affrontando. Tutti i piani che costruiremo in seguito e tutto il lavoro intero che stiamo svolgendo, senza questo fondamento, crollerebbero.

Che cosa si intende per "fede"? Si intende tutto ciò che ci permette di intraprendere il cammino verso un "ritorno a casa". Si intende "credere" che ci sia una casa e che si desidera ritornarvi. Ancora forse non si ha la perfetta coscienza di dove sia questa casa, in tutto questo tempo abbiamo forse perso l’orientamento, ma di certo si ha la "sensazione" che ci sia un’altra casa e che in quella casa si stia bene, sia un luogo confortevole, di pace e di amore. Partendo da questa certezza, la certezza che la casa c’è, la si cerca e la si trova sicuramente.

Vediamo ora di applicare la fede alle relazioni.

In caso di relazioni di coppia, la fede è il credere che ci sia una casa dove la coppia possa vivere felice svolgendo il suo compito, ed è il punto di partenza per ricercare quella casa. La fede è la base per non ostinarsi a voler rimanere nella casa sbagliata ed è la base per cambiare casa. Perché è necessaria la fede per un simile atto di ricerca? Perché senza la fede non si accetterebbe di fare quello che a volte ci potrebbe sembrare un salto nel buio.

La fede è quella che ci fa credere che, se stiamo vivendo una situazione di conflitto, è possibile venirne fuori, perché è nostro diritto vivere una relazione angelica e santa. Una relazione di conflitto non è mai, per nessun motivo, accettabile. E allora come si esce da una relazione di conflitto? Con la fede, come prima cosa. La fede che là, da qualche parte c’è qualcosa di meglio che ci aspetta, c’è la nostra casa, quella confortevole, quella calda, quella che ci permetterà di vivere in pace e di poterci dedicare in pace al nostro compito.

La ricerca, di qualunque tipo essa sia, non è possibile effettuarla senza la fede assoluta. Un medico, un ricercatore, uno scienziato non intraprende una ricerca senza la fede in ciò che sta cercando. Forse non sa ancora dov’è, forse non sa ancora quanto tempo ci metterà a trovarla, ma di certo sa che è sicuro che prima o poi la troverà. Questa sicurezza è la sua fede, e solo in questa fede assoluta troverà la cura, scoprirà il virus. Solo in questa certezza totale perverrà alla sua scoperta.

In qualunque momento vi troviate ad affrontare una decisione riguardante una relazione, sia essa nella gioia ("Mi sposo? Mi unisco a quest’uomo o a questa donna?") sia nel dolore ("Mi separo? Lascio quest’uomo, questa donna?"), cercate di fermarvi un attimo e chiedetevi: "Quanta fede ho che esiste sicuramente per me la risposta giusta a questo quesito?". E fino a che non vi sarete risposti: "Ho fede totale, e quindi lascio che ciò che scelgo sia per il mio sommo bene" sarebbe bene non intraprendere la scelta, o soffrirete.

Vi ricordiamo che la sofferenza è l’inconsapevolezza della scelta, mentre "dolore" è la consapevolezza di ciò che si affronta. Il dolore conduce allo scioglimento della sofferenza e alla sua eliminazione.

Quando affrontate una qualunque relazione siate consapevoli di essere sostenuti dalla fede.

Non intraprendete e non proseguite una relazione senza fede-fiducia, in voi stessi e nell’altro. Qualunque dubbio possa sorgere in una relazione, datevi sempre l’opportunità di credere che vi è sempre una via indolore, che vi è sempre una possibilità in più, che vi è sempre la possibilità di migliorare, di imparare, di insegnare. Questa fede vi condurrà alla giusta scelta e alla giusta possibilità di crescita.

La fede è quella cosa senza la quale non vi potrete concedere di conoscere l’amore assoluto. Solo nella fede il Padre è presente nuovamente e ci permette di riconoscerlo. E riconoscendo il Padre avremo riconosciuto Lui dentro di noi e dentro il nostro compagno. Allora sì che tutto sarà possibile; allora sì che la cura sarà trovata e potremo arrivare alla guarigione; allora sì che avremo isolato il virus; allora sì che avremo scoperto la nuova invenzione rivoluzionaria. Come? Illuminandoci la strada: semplicemente avremo visto dove stiamo mettendo i piedi e quindi non avremo più paura di affrontare sentieri nuovi. Quando ci si vede tutto è più facile, quando c’è luce, non sia ha paura di ombre immaginarie.

La fede inoltre inizia da noi stessi. Chiediamoci: "Ho fede in me?", "Quanta fede ho in me?". A questa domanda potremo risponderci in due modi. Se ci rispondiamo "No, non abbastanza", con questa risposta attireremo le scelte che ci rendono confusi, che non ci fanno comprendere, che ci mantengono nel buio; con questa risposta attireremo la colpevolezza nostra e altrui; con questa risposta attireremo sofferenza. Ma se ci rispondiamo "Sì!", non ci sarà più il buio, perché avremo riconosciuto in noi il Padre, la casa. E non sarà più necessario dubitare, non ci saranno di fatto più dubbi, sapremo che ogni scelta è per il meglio.

Affronteremo quindi con gioia il karma, con gioia la purificazione, con gioia canteremo all’arrivo della nostra anima gemella e con gioia insieme svolgeremo il nostro compito. E così, al termine, potremo insieme rientrare a casa.

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