[VIP ViviamoInPositivo - Home page] - "La relazione d'Amore" - M.L. Mirabella e S. Pinarello

2.2. La Volontà

La volontà è la fase che segue al ritrovamento della consapevolezza. Ci si sveglia e si capisce che si è vissuti una vita dormendo, quindi ci si chiede: "Cosa posso fare per cambiare o per modificare quanto fino ad oggi ha costituito la mia vita, le mie relazioni?"

A questo punto inizia quello che viene definito un "avvio alla fede". Perché, senza questa parte ogni passo seguente diventa difficile e in salita. Che cosa vuol dire un avvio alla fede? Semplicemente un riconoscere che c’è una Volontà superiore a quella del mondo in cui abbiamo finora vissuto, il quale ci ha fatto permanere in uno stato di sonno, e questa Volontà è quella che può aiutarci a cambiare e a superare tutti i problemi che "pensiamo" di avere.

Quindi il primo passo è quello di "affidare" la nostra volontà nelle mani di una Volontà superiore. Come? Semplicemente analizzando con calma i nostri "problemi" attuali e, ad uno ad uno, mettendoli nelle Mani della Volontà Superiore.

Dopo questo lavoro di "purificazione" e di abbandono ad una Volontà superiore, si passa alla parte di volontà che compete noi. La volontà che ci compete è quella di "volere" cambiare una situazione che in quel dato momento è per noi motivo di disagio.

A questo punto, noi ci cureremo in particolare di relazioni di coppia, anche se il lavoro della volontà è un lavoro che si può fare in qualunque situazione.

I casi in cui possiamo applicare la volontà alla relazione di coppia sono:

In tutti questi casi, si presuppone che si sia fatto il lavoro di "consapevolezza", senza il quale non sarebbe possibile aver identificato con esattezza il disagio.

Una volta identificato il disagio occorre, come abbiamo già detto, appoggiarsi alla Volontà superiore e allo stesso tempo mettere in moto la nostra volontà: ci chiediamo se abbiamo veramente la volontà di agire per cambiare la situazione che stiamo vivendo.

In tutti i casi che abbiamo citato, facciamo un azione di volontà di cambiare, senza dirci che non è ancora il momento (vorrebbe dire che il lavoro di consapevolezza non è stato fatto bene), ma semplicemente cominciando a fare agire i sensi, metterli all’erta e lavorando ad uno alla volta con essi, agendo però non solo sulla consapevolezza ma, a questo punto, sulla volontà.

Iniziamo dalla vista. Agiremo con la "volontà di vedere". Nel primo caso, quello di approccio alla relazione, si giungerà a vedere il mondo e le persone intorno a noi in maniera "angelica". Vedremo ogni persona guardandola direttamente negli occhi, scendendo dentro la sua anima, vedremo e sentiremo che cosa la vista degli occhi dell’altro ci sta trasmettendo. Guarderemo con attenzione le sue mani, il suo corpo, il modo di camminare, ecc., non attraverso uno sguardo di "desiderio", ma con uno sguardo di amore. Ogni persona è una potenziale relazione e una relazione può racchiudere un karma o un incontro di anime gemelle, quindi un primo passo è quello di avere la "volontà di vedere".

Nel secondo caso vale la stessa cosa. La "volontà di vedere" vale per tutti i casi.

Nel terzo caso si tratta di ragazzi, ragazze o adulti che non hanno mai avuto relazioni di coppia. La loro "volontà di vedere" verrà estesa a tutte le persone con le quali stabiliranno una relazione e che ora hanno forse visto con occhi di desiderio o con occhi distratti. Questo vale comunque per ogni relazione che sia una relazione nuova.

Per le relazioni che già sono in atto, occorre esercitare questa volontà di vedere sulle persone che sono coinvolte, cioè direttamente sul partner. O, almeno, in maniera più specifica su queste persone, perché è lì che si sta mettendo in atto una volontà di cambiamento della situazione e quindi è lì che si sta agendo.

In caso di coppie che si devono ancora formare, questo è un buon esercizio per non commettere errori di equivoco sul tipo di relazione che devono formare.

Se fino ad ora abbiamo visto le situazioni e le persone in base a situazioni passate o preconcette, d’ora in poi dobbiamo mettere in atto la volontà di vedere in modo diverso. Passeremo poi a tutti gli altri sensi che occorrono per mettersi in contatto con un’altra persona.

Proseguiamo con il tatto: la "volontà di toccare" differisce dal toccare a livello sessuale. Il tocco della relazione angelica è un tocco delicato, compassionevole, comunica all’altro: "Io ci sono". La volontà di toccare in modo angelico sarà il passo seguente. Questo non può essere fatto senza un atto di volontà consapevole. Il toccare sarà anche l’avvicinarsi alle persone che sono coinvolte nei nostri rapporti di relazione toccandole anche leggermente sulle spalle, sulle mani, se possibile accarezzandole – ma leggermente, con amorevolezza e rispetto – proprio come farebbe un angelo, ascoltandosi e ascoltando che messaggio il tatto ci sta trasmettendo: è un messaggio di calore, di freddo? Potremo percepire nell’altro un senso di irritazione interno o un senso di dolore o un senso di tristezza. Il contatto delle nostre mani sull’altra persona, anche se lievissimo, ci dà già moltissime indicazioni e allo stesso tempo, se è un contatto consapevole – come in questo caso – sarà un contatto d’amore e trasmetteremo noi a nostra volta all’altro un messaggio di amore e di pace. Potremo anche pensare alla parola "amore" o alla parola "pace" mentre esercitiamo il contatto. Spesso si pensa che quando si parla di "volontà di cambiamento" occorra agire in maniera drastica, questo è il sistema migliore per non riuscire a rendere santa una relazione. Prima occorre avere la volontà di agire, ma in maniera da rendere la relazione angelica.

Dopo il tatto (o meglio insieme al tatto e alla vista) useremo il senso dell’olfatto: ascolteremo il profumo che emana dall’altra persona, sentiremo che messaggio ci viene da questo odore, sentiremo come il nostro corpo reagisce a questo messaggio della pelle.

Poi agiremo sull’ascolto: la volontà di ascoltare è la parte più importante del lavoro. Occorrerà avere la volontà di ascoltare semplicemente l’altro con attenzione, sentendo dentro quale è il reale messaggio che sta inviandoci; senza rispondere; solo ascoltare e basta, ma con partecipazione (ecco la volontà di farlo), quindi con compassione, con comprensione, qualunque cosa l’altro dica e perfino se l’altro dovesse gridare. Ascoltando con volontà scopriremo molte cose che ci sono rimaste occulte nel rapporto. In caso di prima relazione di coppia vale lo stesso, si comincia ad esercitare la volontà di ascoltare la persona che incontriamo anche solo la prima volta, senza la necessità di rispondere, a meno che non ci siano domande alle quali rispondere.

E in ultimo, ma non ultimo come importanza, il gusto, il bacio: anche in questo caso occorre la volontà di baciare l’altra persona in maniera angelica, trasmettendo da parte nostra un messaggio di grande partecipazione alla sua persona come essere santo, come essere fraterno, come essere che potrebbe essere il nostro compagno di vita o almeno di una parte della vita. Quindi il bacio va dato con volontà di dare amore. Qualsiasi tipo di bacio: ci vuole la volontà di darlo con amore.

Quando ci si è esercitati a lungo e si è accettato di agire sulla nostra volontà per cambiare noi stessi e la situazione che stiamo vivendo saremo pronti all’atto seguente, che è quello che ci aiuterà in tutto il nostro lungo cammino di purificazione e di amore verso la felicità.

Il passo seguente sarà la "fede".

[precedente] [torna su] [indice] [successivo]

VIP - ViviamoInPositivo 1999 - Torino - Tel./Fax 011 4335255
Sito Internet: http://www.viviamoinpositivo.org - E-mail: viviamoinpositivo@gmail.com